— Via Vinegia —

Ubicazione

La Via Vinegia procede da Via dei Rustici a Via dei Leoni (https://doi.org/10.35948/CRU-StraFI/4916), nella zona di San Remigio, intersecando Via dei Magalotti e Via del Parlagio (https://doi.org/10.35948/CRU-StraFI/4917).

Definizioni

Vinegia

Vinegia è forma toscana antica del toponimo Venezia (lat. Venetia, che dal territorio che, insieme all’antica Histria, costituiva la X Regio della suddivisione amministrativa augustea, è passato a indicare la città lagunare). La forma toscana è attestata anche nel Paradiso di Dante, nel canto in cui si descrivono le malefatte dei sovrani cristiani corrotti, tra cui quelle del re di «Rascia» (l’odierna Serbia), che con un’azione fraudolenta sostituì la moneta veneziana con la propria: «E quel di Portogallo e di Norvegia / lì si conosceranno, e quel di Rascia / che male ha visto il conio di Vinegia» (XIX, 139-141).

Nel riferimento odonomastico, la forma Vinegia contiene però anche un’allusione scherzosa al vino ed è in questo senso che, con un gioco di parole, è adoperata da Boccaccio in una novella del Decameron. La novella – l’ultima della giornata dedicata ai “motti” e alle “pronte risposte” – è ambientata a Certaldo, borgo situato poco fuori Firenze e famoso anche per le cipolle, da cui prende il nome l’arguto frate protagonista. Volendo far credere ai fedeli di possedere la reliquia dell’Arcangelo Gabriele, frate Cipolla racconta di un suo presunto viaggio nelle lontane terre d’Oriente e, con la sua abilità retorica e affabulatoria, condisce la predica nominando una serie di località reali e immaginarie da lui visitate, che, per la maggior parte, non sono altro che vie e osterie della vicina città di Firenze, tra cui, appunto, Vinegia: «Per la qual cosa messom’io in cammino, di Vinegia partendomi e andandomene per lo Borgo de’ Greci e di quindi per lo reame del Garbo cavalcando e per Baldacca, pervenni in Parione, donde, non senza sete, dopo alquanto pervenni in Sardigna» (Decameron, VI, 10, 38).

Il rimando al vino rimane anche nella locuzione antica andare in Vinegia, cioè ‘andare a bere’.

Via Vinegia - Arco di Via Vinegia, con veduta su Via dei Leoni © Wikipedia

Via Vinegia

La presenza della via è testimoniata fin dal 1368-1369, in un registro fiscale in cui è annotato: «Via et contrata Vinegie». Prima di essere denominata «Via Vinegia», che è poi divenuta l’intitolazione ufficiale, la strada era nota con il nome «Via di Vinegia» (forse rimasto ancora nell’uso), come si legge già in un atto quattrocentesco: «A dì 13 luglio 1400. Testamento di Lionardo del fu Giovanni di Iacopo del popolo di San Romeo (San Remigio), il quale lascia ai frati di Santa Croce una casa nella Via di Vinegia, dove si suole vendere il vino, colla proibizione di alinearla [‘trasferirne ad altri la proprietà’]». All’inizio della strada, al fianco della chiesa di San Remigio, in corrispondenza di un grande portale ad arco con lo stemma di Santa Croce, era, infatti, situato uno spaccio del vino, o «cella», o «osteria di Vinegia», famosa appunto per il suo vino. È dunque probabile che l’odonimo sia dovuto alla presenza, già prima del Trecento (e fino al secolo XVII), di quella osteria (onde Via Vinegia, «via del vino»). È da escludere, invece, che il nome della strada derivi dal toponimo Venezia, non essendo documentata la presenza di abitanti veneziani in quel rione popolaresco, che fino all’Ottocento fu sosta delle diligenze e sede di osterie (del resto, furono diverse a Firenze le osterie che diedero il nome alle strade in cui erano poste, quali quella del Porco, del Frascato, della Melvagia, del Buco [vd. Chiasso del Buco: https://doi.org/10.35948/CRU-StraFI/4907]).

Immagini

Bibliografia

IV Crusca = Vocabolario degli Accademici della Crusca, voll. I-VI, Firenze, Manni, 1729-1738.

Bargellini-Guarnieri 1985 = Le strade di Firenze, a cura di Piero Bargellini e Ennio Guarnieri, seconda edizione, voll. I-VII, Firenze, Bonechi, VI: 188-189.

Boccaccio/Fiorilla 2017 = Giovanni Boccaccio, Decameron, Introduzione, note e repertorio di cose (e parole) del mondo di Amedeo Quondam, Testo critico e Nota al testo a cura di Maurizio Fiorilla, Schede introduttive e notizia biografica di Giancarlo Alfano, edizione rivista e aggiornata, Milano, BUR-Rizzoli [I ed. 2013].

Carocci 1914 = Guido Carocci, Via Vinegia o di Vinegia, in «L’Illustratore fiorentino. Calendario storico per l’anno 1915», XII: 94-96.

DI = Wolfgang Schweickard, Deonomasticon italicum. Dizionario storico dei derivati da nomi geografici e da nomi di persona, voll. I-IV, Tubinga, Niemeyer, poi Berlino, De Gruyter, 2002-2013, oltre Supplemento bibliografico, 2013.

DT = Giuliano Gasca Queirazza, Carla Marcato, Giovan Battista Pellegrini, Giulia Petracco Sicardi, Alda Rossebastiano, Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, Utet, 1996.

Fiorelli-Venturi 2004 = Stradario storico e amministrativo del comune di Firenze, a cura di Piero Fiorelli e Maria Venturi, terza edizione, voll. I-III, Firenze, Polistampa (versione digitale: https://stradariostorico.comune.fi.it/).