— Via San Zanobi —

Ubicazione

La strada corre da Via Guelfa a Via delle Ruote, nella zona di Santa Caterina, incrociandosi con Via Ventisette Aprile e con Via Ferdinando Bartolommei.

Definizioni

Zanobi (San)

Zanobi è forma fiorentina del nome proprio masch. di persona Zenobio (lat. Zenobius, dal gr. Ζηνόβιος ‘letter.: vita di Zeus; estens.: che ha vita da Zeus’). A Firenze, tale nome è legato principalmente alla figura del Santo patrono della diocesi fiorentina.

Il giovane Zanobi, membro della nobile famiglia dei Girolami, visse a Firenze fra il IV e il V secolo e fu vescovo della città all’incirca dal 398 al 429. Ne dà testimonianza Paolino Diacono, nella Vita Ambrosii, che, intorno al 422, scrive che a Firenze: «è ora vescovo il sant’uomo Zenobio». Secondo la tradizione, fu proprio Sant’Ambrogio a intuire le doti spirituali del giovane figlio dei Girolami e ne parlò con tanta stima al Papa Damaso I, che questi lo volle come suo diacono a Roma e come collaboratore nel riordinamento delle catacombe. Alla morte del vescovo Teodoro, il Papa invitò Zanobi a raccogliere i voti per l’elezione del nuovo prelato e i pochi cristiani fiorentini elessero lui. Alla sua morte, avvenuta presumibilmente tra il 417 e il 429 (tradizionalmente, il 25 maggio), Zanobi fu sepolto nella cattedrale fiorentina, che allora si trovava fuori delle mura della città, in San Lorenzo. Il successore Andrea dispose che la cattedra vescovile e la tomba di Zanobi fossero trasferite dentro le mura e così il 26 gennaio 429 le spoglie del santo furono traslate dalla basilica di San Lorenzo alla nuova cattedrale di Santa Reparata (sul cui sito sarebbe stata eretta, a partire dal 1296, Santa Maria del Fiore). In quell’occasione, la bara di San Zanobi sfiorò lungo il tragitto un olmo secco collocato nella Piazza di San Giovanni, il quale, a quel tocco, gettò miracolosamente fronde e fiori. Dopo alcuni secoli, l’olmo miracolato fu abbattuto per ricavarne delle reliquie e nel legno di quell’albero fu intagliato un Crocifisso, identificato con quello che si trova tuttora nella chiesa di San Giovannino dei Cavalieri, nella vicina Via San Gallo. In memoria di quel fatto miracoloso, al posto dell’olmo fu innalzata una «colonnina» – la colonna di San Zanobi, accanto al Battistero – e l’evento è ricordato ancora oggi ogni 26 gennaio, con una celebrazione civile nota come la Fiorita di San Zanobi. Travolta durante l’alluvione del 1333, la colonna fu sostituita l’anno seguente con quella attuale e nel 1338 vi fu collocata in cima una croce, recante alla base un’iscrizione in caratteri gotici, in memoria dell’evento prodigioso. Nel 1375 fu aggiunta sul fusto del monolite un’altra epigrafe commemorativa e qualche anno dopo la colonna fu coronata di una ghiera di ferro (eseguita probabilmente nel 1384). All’inizio del Cinquecento la croce subì accidentalmente dei danni e, soprattutto nell’Ottocento, diversi restauri (gli elementi originari della colonna sono attualmente esposti al Museo dell’Opera del Duomo).

San Zanobi è patrono della diocesi fiorentina, insieme a Sant’Antonino (arcivescovo di Firenze dal 1446 al 1459). Le reliquie del santo sono custodite nella cattedrale di Santa Maria del Fiore, in un’urna d’argento di Lorenzo Ghiberti, del 1440 circa.

Proprio per la sua origine fiorentina e per la presenza delle sue spoglie nel Duomo della città, San Zanobi fu scelto come protettore dell’Accademia della Crusca dagli accademici il 3 agosto 1650 e fu festeggiato il 20 ottobre di ogni anno, fino al 1764. Tutt’oggi si conserva nella Sala delle Pale dell’Accademia un dipinto di Giuseppe Bezzuoli del 1847, commissionato dagli accademici e raffigurante San Zanobi con la barba, la mitra e il bastone pastorale, secondo l’iconografia tradizionale del Santo.

Cartello stradale di Via San Zanobi - Tondo di pietra raffigurante il santo vescovo Zanobi, posto all'inizio di Via San Zanobi. © Irene Rumine

Via San Zanobi

Lamberto re d’Italia e imperatore di Germania, nell’898 donò al vescovo di Firenze Grasulfo un’ampia fascia di terreno che si estendeva a settentrione delle mura del secondo cerchio, e che si diceva “campo del re” (o “Campo regio”, “camporeggi”). Tale concessione fu confermata dai successori di Lamberto, fino a Corrado II (1037).

Tra la fine del Duecento e la metà del Trecento, su questo terreno furono aperte dal Capitolo della Cattedrale le vie di Santa Reparata, San Zanobi e Santa Caterina. Alle prime due fu dato dunque il nome dei titolari del Capitolo: Santa Reparata, a cui era intitolata la Cattedrale, e San Zanobi (o Zenobio), vescovo e patrono della diocesi fiorentina.

Avendo terreno spoglio entro al terzo cerchio delle mura, i Canonici del Capitolo decisero di accrescere la città e fabbricarvi delle case (sulle quali figura tuttora il Cherubino emblema del Capitolo), da affittare alla gente povera. Come tutte le strade tracciate su quel terreno, infatti, anche Via San Zanobi, come la parallela Via Santa Reparata, aveva un carattere popolare, che in parte mantiene ancora oggi.

L’inizio di Via San Zanobi, nel canto con Via Guelfa, è segnalato da un tondo di pietra ad altorilievo raffigurante il Busto di San Zanobi (con la mitra vescovile, il pastorale nella mano destra e, nella sinistra, un libro, simbolo della sapienza e della verità), sulla cui cornice, in basso, è riportata la scritta «La via di San Zanobi». L’immagine scolpita è tradizionalmente ritenuta un’opera tardo trecentesca o dei primi del Quattrocento ed è considerata il più antico cartello stradale di tutta la città, col quale però si precisava anche la proprietà della via, tutta fiancheggiata da case del Capitolo fiorentino.

Quando, verso la fine del secolo XV, il Capitolo iniziò ad alienare terre e case, per l’insufficienza dei guadagni ecclesiastici, su quella strada sorsero edifici con stemmi di monasteri e compagnie (se ne notano alcuni tutti uguali sui palazzetti dei civici nn. 42, 72r, 96, 67). Inframezzate tra le abitazioni popolari vi si trovavano diverse case di monasteri (ai nn. 45, 73 e 81-83 e, sul lato destro, ai nn. 68 e 72r) e ai numeri interni 80-90 si apriva un ingresso cinquecentesco con il monogramma di Cristo, chiamato Il Chiesino, che era un probabile accesso secondario all’Università dei Battilani (lo stemma della confraternita dei Battilani si ritrova anche al n. 106). Sul palazzetto del civico 96, poco sotto lo stemma, è ancora visibile una piccola finestra con un’inferriata sporgente.

La via, essendo originariamente di proprietà del Capitolo, si caratterizza per essere fra le più ricche di tabernacoli. Oltre al tabernacolo con il dipinto di Domenico Puligo (il Matrimonio mistico di Santa Caterina d’Alessandria), all’angolo con Via delle Ruote, se ne contano almeno altri cinque raffiguranti la Madonna col Bambino, tra i quali quello al n. 25, con un affresco quattrocentesco che rappresenta la Madonna col Bambino e due Angeli, di fronte al quale (al civico 48) è collocato uno più moderno, contenente un bassorilievo ispirato a un modello robbiano.

Essendo anticamente priva di sbocco, nell’ultimo tratto verso Via delle Ruote la strada era denominata Via Mozza, come testimonia un documento del 1404 («Via S. Zanobi + Via Mozza»), probabilmente perché occupata da qualche struttura religiosa o perché non proseguiva oltre Via delle Ruote (come sarebbe poi avvenuto nell’Ottocento, per iniziativa di Egisto Paolo Fabbri). Nelle Vite del 1550, Vasari, parlando del Puligo, menziona il tabernacolo situato al canto di quella che chiama «Via Mozza da Santa Caterina», all’angolo con Via delle Ruote. Ancora nel 1579-80, in una raccolta di leggi toscane la strada è denominata «via mozza da San Barnaba», per indicare probabilmente il tratto all’angolo con Via Guelfa, dove si erge la chiesa di San Barnaba.

Dopo l’attestazione quattrocentesca, la dedica della strada al Santo fiorentino è di nuovo documentata nel 1690 («Via di San Zanobi»). Dal 1727 in poi la strada è menzionata con il nome di «Via San Zanobi», mentre risulta isolata l’attestazione di «Via Zenobia, detta di S. Zanobi», di cui parla Placido Landini nell’Istoria del 1779. Nel corso dell’Ottocento, in relazione alla nascita e allo sviluppo del quartiere di Barbano (l’area agricola corrispondente all’attuale Piazza dell’Indipendenza e ad altre vie limitrofe), la strada fu tagliata da due nuove strade, Via Ventisette Aprile e Via Ferdinando Bartolommei (quest’ultima senza sbocco), ma mantenne l’intitolazione di «Via San Zanobi», che è quella tutt’oggi corrente.

Immagini

Bibliografia

Bargellini-Guarnieri 1985 = Le strade di Firenze, a cura di Piero Bargellini e Ennio Guarnieri, seconda edizione, voll. I-VII, Firenze, Bonechi, VI: 202-203; VII, I tabernacoli – Le nuove strade, a cura di E. Guarnieri: 288-290.

Cantini 1803 = Legislazione toscana raccolta e illustrata dal dottore Lorenzo Cantini, Firenze, Pietro Fantosini e Figlio, IX.

Cianfogni 1804 = Memorie istoriche dell’ambrosiana R. basilica di S. Lorenzo di Firenze, opera postuma del Pier Nolasco Cianfogni […], Firenze, presso Domenico Ciardetti in Borgo Ognissanti.

De Felice 1978 = Emidio De Felice, Nomi d’Italia, voll. I-III, Milano, Mondadori.

Fiorelli-Venturi 2004 = Stradario storico e amministrativo del comune di Firenze, a cura di Piero Fiorelli e Maria Venturi, terza edizione, voll. I-III, Firenze, Polistampa (versione digitale: https://stradariostorico.comune.fi.it/).

Landini 1797 = Placido Landini, Istoria dell’Oratorio di S. Maria del Bigallo e della venerabile Compagnia della Misericordia della Città di Firenze […], Firenze, Gaetano Cambiagi.

Paolini-Luglio 2010 = Repertorio delle Architetture Civili di Firenze, a cura di Claudio Paolini e Francesco Luglio (in rete: https://www.palazzospinelli.org/; ultimo aggiornamento della scheda Via San Zanobi, a cura di C. Paolini: 01/04/2021).

Richa 1754-1762 = Giuseppe Richa, Notizie istoriche delle chiese fiorentine divise ne’ suoi quartieri, voll. I-X, Firenze, Gaetano Viviani.

Stradario 1913 = Stradario storico e amministrativo della Città e del Comune di Firenze, Firenze, Barbèra.

Tagliavini 1957 = Carlo Tagliavini, Un nome al giorno. Origine e storia di nomi di persona italiani, voll. I-II, Roma, Edizione Radio Italiana, II.

Tolosani 1863 = La vita di San Zanobi vescovo fiorentino, Volgarizzamento del buon secolo della vita toscana, Altra di F. Gio. Maria Tolosani inedita […], Firenze, Antonio Cecchi dal Duomo.

Vasari 1550 = Le vite de più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri, descritte in lingua toscana, Firenze, [Lorenzo Torrentino], 1550.

Villani-Cirri 1993 = La Chiesa Fiorentina, a cura di Giulio Villani e Vittorio Cirri, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina.