— Via dell'Anguillara —

Ubicazione

La via si estende, con andamento irregolare, da Piazza Santa Croce a Piazza San Firenze, nel quartiere di Santa Croce.

Definizioni

Anguillara/Anguillare

Anguillara è variante del sost. femm. anguillaia ‘vivaio o specchio d’acqua ricco di anguille’ (poi passato a indicare anche la ‘nassa per prendere le anguille’), derivato dal sost. femm. anguilla (lat. anguilla[m], da anguis ‘serpente’, di origine indeuropea) ‘pesce con corpo serpentino’, che nel medioevo era considerato un cibo prelibato e una preziosa merce di scambio. Da anguilla deriva anche l’agg. anguillare ‘che ha forma d’anguilla, che appartiene all’anguilla’. Come sost. masch., anguillare indica, per la somiglianza a un fascio di anguille, un ‘diritto e lungo filare di viti sostenuto da pali e pertiche’ e trova prima attestazione nei Discorsi di Vincenzo Borghini, pubblicati postumi nel 1584-1585: «da quelli ordini di viti, che si mettono diritti in su le vie, e viottole, e gli diciamo Anguillari».

La forma «Anguillara» è attestata per la prima volta come toponimo, in un documento del 24 febbraio 1200, proprio per designare la zona un tempo occupata dagli orti e dalle vigne della Badia fiorentina, che nell’XI secolo si estendevano di faccia all’abbazia, fino all’attuale Via del Proconsolo. Quel luogo è denominato anche Anguillaia in un documento della Badia del 22 agosto 1208 («Burgus q[ui] d[icitur] Anguillaia») e, poco più tardi, in un registro fiorentino di entrate e uscite di Santa Maria di Cafaggio, il nucleo originario dell’attuale Basilica della SS. Annunziata di Firenze, redatto da «frate Bendecto» nel 1288 («p. It. frate Buono de l’Anguillaia, due fiorini d’oro e due tornesi …. / p. It. frate Andrea, due fiorini d’oro»). Sia Anguillaia che Anguillara sono toponimi comuni, di area non solo toscana, ma anche (nella forma in -ara) laziale e veneta meridionale, che hanno diverse derivazioni (da anguillaia/anguillara ‘vivaio di anguille’, ma anche dall’agg. lat. angŭlāris ‘angolare’). Anguillara è, inoltre, il nome di un casato della Roma medievale (Giovanni Villani, nella Cronica, ricorda il conte Orsini dell’Anguillara, caduto per mano dei Colonnesi).

Come nome comune, la voce anguillaia è usata nello Statuto dell’arte dei rigattieri e venditori di panni lini e lino di Firenze del 1357, ma con un significato non accertato: «che sia licito a ciaschuno di questa arte di far vendere et tenere ad vendere veste di panni albagi a lloro volontà, salvo et excepto che non possino fare veste di panni di pelo et d’anguillaia» (cap. XXXIX). In riferimento a tale contesto, oltre a una derivazione da anguilla (la vicinanza a «panni albagi» ha fatto pensare a un tipo di tessuto impermeabilizzato, più difficilmente a una lavorazione – pur attestata in varie culture europee – della pelle dell’anguilla), è stato ipotizzato che il nome anguillaia possa essere derivato dall’odonimo fiorentino, Via dell’Anguillara.

Via dell'Anguillara

Il nome della strada potrebbe richiamare, a prima vista, un ‘luogo pantanoso dove si trovano molte anguille’, un’anguillara, appunto, come taluni hanno pensato, per via del carattere acquitrinoso della zona. Altri hanno ritenuto che il nome della via derivasse dalla casa, donata dal Comune di Firenze, del capitano di ventura Baldaccio d’Anghiari conte dell’Anguillara: il Palazzo dell’Anguillara, al n. 14. L’origine dell’odonimo è invece da ricondurre più probabilmente agli anguillari, o filari di viti, dell’antica vigna dei monaci della Badia fiorentina, da cui prende nome anche la vicina Via della Vigna Vecchia. Si deve ritenere, infatti, che entrambe le strade, un tempo, fossero delle viottole tra filari di viti: qualche traccia del carattere agreste della zona si conserva, nel primo tratto della strada, al n. 9, mentre al n. 17 si erge una Casetta trecentesca, con una stalla al pian terreno e alcune stanzette al piano superiore. Non è comunque da escludere del tutto una derivazione dell’odonimo anguillara (come già altri toponimi) dall’agg. lat. angŭlāris ‘angolare’, dato che la strada forma un angolo all’altezza di Via Torta. In capo all’antica Via dell’Anguillara sorgeva, infatti, l’anfiteatro romano (il Parlagio), per cui la stessa Via Torta e la vicina Via dei Bentaccordi presentano un andamento curvilineo.

Le forme «Anguillara» o «Anguillaia» per designare il luogo prossimo alla Badia di Santa Maria a Firenze sono attestate, come si è detto, dagli inizi del Duecento (rispettivamente in un documento del 1200 e in uno del 1208). Si ha notizia anche di un Canto dell’Anguillaia (forse corrispondente all’angolo tra le attuali Via dell’Anguillara e Via Torta, procedente verso Piazza di San Simone), menzionato nel Libro segreto di Arnoldo (1308), dove sono registrati i possedimenti dei Peruzzi, il cui Palazzo si erge all’inizio della strada, nell’angolo con Piazza Santa Croce, e che hanno dato il nome alla vicina Piazza dei Peruzzi. Tra i beni di questa famiglia, nel libro di Arnoldo sono annoverate anche: «le case e boteghe che sono i[n] sul Canto de l’Anguillaia, e rispondono da la via da Sansimone con i confini che sono con ese, poste nel popolo Sansimone».

Il nome della strada è attestato dalla prima metà del Trecento, nella Cronica del Villani: «e la via ch’è detta Anguillaia, che va a Santa Croce, va quasi per lo mezzo di quello Parlagio». Il Borghini, nei già menzionati Discorsi, spiega che «è così chiamata questa via per dichiarare incidentemente l’origine di questo nome, non dall’Anguille, se bene vi è assai vicino Arno: ma da quelli ordini di viti, che si mettono diritti in su le vie, e viottole, e gli diciamo Anguillari, e che dalle viti sia detto lo mostra la via vicina detta la Vignavecchia. E da questa parte era la larghezza sua, e la lunghezza da San Simone alla piazza de’ Peruzzi, quantunque inciampino, come il più delle volte nel nome, e lo chiamino Parlagio». Il primo tratto della strada, da Piazza Santa Croce a Via Torta, si chiamava, infatti, anticamente Via del Parlascio o Parlagio, perché attraversava l’anfiteatro romano (vd. Via del Parlagio: https://doi.org/10.35948/CRU-StraFI/4917). Nel Settecento, portò il nome di Via dei Cocchi, perché passava sul fianco del Palazzo della famiglia Cocchi (poi dei Serristori), situato all’angolo con Piazza Santa Croce (l’antica lapide di “Via de’ Cocchi” è ancora visibile sotto il cartello stradale di Via dell’Anguillara). Sulla risega del muro del Palazzo Cocchi è tuttora visibile una reliquia della città medievale, cioè un cardine dell’antica porta cittadina, aperta nel secondo cerchio di mura. Solo sul finire dell’Ottocento il tratto della strada corrispondente all’antica Via dei Cocchi e il tratto successivo furono unificati sotto l’intitolazione di Via dell’Anguillara, come risulta dall’Elenco generale delle strade e piazze del 1870 e come si legge anche negli stradari storici e amministrativi del 1913 e del 1929, mantenendo tuttora quella denominazione.

Gli edifici del primo tratto di Via dell’Anguillara sono modesti. Tra le abitazioni nobiliari che si ergono lungo la via, invece, si segnalano il Palazzo Ginori (nn. 19-21) e il Palazzo Baccelli (n. 23), oltre ai già ricordati Palazzo dei Peruzzi (n. 9), Palazzo Cocchi-Serristori (in Piazza Santa Croce, n. 1, con affacci su Via dell’Anguillara) e Palazzo di Baldaccio dell’Anguillara (n. 14). Quest’ultimo, di proprietà dei Ricci-Albani, passò poi ai Pepi e quindi al Maestro delle Poste, per cui fu noto, nella Firenze granducale, come Casa della Posta. Fu successivamente in possesso di altre famiglie e, infine, dei Pecori-Suarez. In questi pressi si trovava probabilmente il pubblico Pozzo dell’Anguillara, vicino a Via dell’Acqua, dove forse, ancora nel Duecento, ristagnavano le acque provenienti dalle pendici di Fiesole. Nella parte finale di Via dell’Anguillara, tutto il fianco sinistro della strada è occupato dalla grandiosa costruzione del convento dei padri Filippini, oggi occupato dal complesso di San Firenze di proprietà del Comune, nell’omonima piazza, dove Via dell’Anguillara ha termine.

Bibliografia

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